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Flashback su... la mobilitazione del Gruppo a favore dei suoi clienti

In passato il Gruppo ha già dato prova di notevoli capacità di mobilitazione a favore dei clienti.

Le conseguenze della crisi di coronavirus sono senza precedenti considerando il numero di imprese ferme e i danni sociali provocati. Esclusi i periodi di guerra, il paese ha già attraversato momenti critici nei quali Crédit Agricole ha contribuito a fornire una risposta, sia in occasione della moratoria sui debiti degli agricoltori durante la crisi degli anni 30, sia con l’erogazione di prestiti speciali "calamità" a partire dal 1948.

A tale proposito, la crisi della "mucca pazza" è rappresentativa della massiccia capacità di mobilitazione del Gruppo a sostegno delle imprese in difficoltà. Nel marzo del 1996, dopo l’annuncio che l’encefalite spongiforme bovina (ESB) poteva trasmettersi all’uomo, la filiera bovina è entrata in crisi. Oltre alla disorganizzazione provocata dalle misure sanitarie, il consumo di carne è crollato ovunque in Europa. I produttori francesi sono stati duramente colpiti, tanto più che il settore da vari anni stava già attraversando una crisi latente.

Nel mese di giugno di quell’anno, abbiamo adottato misure di sostegno che prevedevano per gli allevatori di beneficiare per un anno del rinvio delle rate di rimborso dei prestiti. Inoltre, a luglio, il Gruppo ha annunciato ulteriori misure di sostegno finanziario alla filiera, tra cui l’annullamento degli interessi dal 1° luglio 1996 al 30 giugno 1997 per tutti i prestiti concessi agli allevatori di bovini nell’ambito della loro attività. 

Queste misure, di un valore totale pari a 400 milioni di franchi francesi, hanno interessato 60.000 allevatori con costi a carico, pariteticamente, della Caisse Nationale de Crédit Agricole e delle 45 Casse regionali interessate. 

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