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Disimpegnarsi dall’industria del tabacco per proteggere le generazioni presenti e future

Disimpegnarsi da ciò che nuoce alla salute delle donne e degli uomini del nostro pianeta: anche questo è ‘Agire ogni giorno nell’interesse dei clienti e della società’. Per questo Crédit Agricole S.A. ha sottoscritto, insieme con le sue filiali Amundi e Crédit Agricole Assurances, il Tobacco-Free Finance Pledge. La firma di questo documento implica che non investiremo più nel tabacco e che ci schieriamo dalla parte di coloro che s’impegnano a sconfiggere questo flagello. Al di là del nostro ruolo di operatore economico, si tratta anche di essere coerenti con i nostri valori umani: nessun genitore vorrebbe che i figli fumassero”.

Philippe Brassac, Direttore generale di Crédit Agricole SA

 

Dalla seconda guerra mondiale, il tabagismo ha ucciso 62 milioni di persone nel mondo e, secondo alcuni studi ripresi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), potrebbe mietere altri 100 milioni di vittime nei prossimi vent’anni. La portata di questa pandemia non ha precedenti nella Storia, poiché il target privilegiato dell’industria del tabacco è costituito dagli adolescenti e dai giovani. Secondo l’OMS, il tabagismo è la prima causa evitabile di mortalità. 

Contribuisce inoltre alla povertà, deviando verso i prodotti del tabacco risorse che potrebbero essere destinate dalle famiglie al soddisfacimento di bisogni essenziali, come l’alimentazione e la casa. Infine, il tabacco ha anche conseguenze drammatiche per l’ambiente. Da solo, contiene un centinaio di sostanze nocive che contaminano l’acqua, l’aria e il suolo. Oltre ai danni causati in termini di deforestazione, emissioni di CO2 e acidificazione del terreno, i mozziconi di sigaretta sono la principale fonte di inquinamento degli oceani.

È dunque urgente proteggere le generazioni presenti e future dalle catastrofiche conseguenze sanitarie, sociali, ambientali ed economiche provocate da questo flagello mondiale.

Che cos’è il Tobacco Free?

Il Tobacco-Free Finance Pledge (TFPP) è un’iniziativa promossa da Tobacco Free Portfolios (TFP), una ONG internazionale che ha come obiettivo lo sradicamento del tabacco su scala mondiale, spingendo gli investitori di tutto il mondo a cedere le attività detenute nell’industria del tabacco. 

Lanciato solo 18 mesi fa, il Tobacco-Free Finance Pledge conta attualmente 137 firmatari, costituiti da organizzazioni finanziarie di primo piano originarie di 22 paesi diversi, per un patrimonio gestito complessivo che supera i 10.000 miliardi di dollari.

Il disimpegno dal tabacco rientra nel programma di transizione del Gruppo

La politica del gruppo Crédit Agricole S.A. è allineata alle raccomandazioni dell’OMS, che prevedono il disimpegno progressivo dall’industria del tabacco.

Questo impegno non riguarda né gli operatori a monte, né quelli a valle del settore: i coltivatori di tabacco, nonché i tabaccai e altri distributori di prodotti del tabacco non rientrano nel perimetro del documento, che è definito in modo molto preciso come “le imprese che fabbricano prodotti finiti del tabacco, indipendentemente dall’incidenza di questa attività sulle loro attività globali”.

 

Le filiali di Crédit Agricole S.A. si sono già messe al lavoro: 

Crédit Agricole Assurances ha adottato una politica di esclusione degli investimenti nelle società del tabacco dall’inizio del 2018, 
Amundi ha una politica molto restrittiva. Da ottobre 2018, Amundi fissa il rating ESG massimo attribuibile alle compagnie del tabacco a E, su una scala da A a G (dove G comporta l’esclusione). Questo tetto rende estremamente penalizzante investire in simili società e rende necessaria una compensazione con altri investimenti in società molto più virtuose. La politica di Amundi si applica a tutto il settore del tabacco, dai fornitori ai fabbricanti di sigarette, fino ai distributori. Amundi ha ora deciso di spingersi oltre e di escludere i fabbricanti di sigarette dalla sua gamma di fondi aperti a gestione attiva. 
Crédit Agricole CIB si è impegnato a cessare il finanziamento dei produttori di sigarette entro 3 anni.

 

La portata della tragedia umana ed economica innescata dal tabacco è enorme, ma è anche evitabile. Il disimpegno da questa industria costituisce una decisione naturale per il Gruppo, in linea con la sua ragion d’essere. 

 

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