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Come fare della Finanza verde una delle chiavi della crescita del Gruppo?

 

Riuscire a realizzare la transizione energetica è una sfida cruciale. Il successo di questo processo richiede investimenti importanti nelle energie a basso tenore di carbonio e un adattamento dei modelli economici. La finanza può, e deve, contribuire a questa transizione. Il gruppo Crédit Agricole è totalmente impegnato in questo processo”

Yves Perrier, Vicedirettore generale di Crédit Agricole S.A. e Direttore generale di Amundi, responsabile del Progetto sociale per Crédit Agricole S.A.

Totalmente impegnato di fronte all’urgenza climatica, Crédit Agricole ha adottato a giugno 2019 una strategia per il clima, con l’obiettivo di fare della finanza verde un motore di crescita per il Gruppo, conformemente all’Accordo di Parigi. Tale strategia è basata sullo scenario di sviluppo sostenibile dell’agenzia internazionale dell’energia, che delinea il mix energetico dell’economia mondiale compatibile con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi per il 2050 (limitazione del riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C).

Per sostenere questa ambizione complessa, il Gruppo ha definito le principali condizioni per il successo della strategia. La prima è un impegno di trasparenza, portata ai più elevati livelli di governance. Guidata da una governance che si baserà sulle competenze scientifiche e sulla valutazione operativa, l’attuazione della strategia per il clima sarà verificata e certificata da PwC, organismo terzo indipendente. Il Gruppo si è peraltro impegnato a pubblicare un capitolo legato alle sfide sul clima nell’ambito della Dichiarazione di performance non finanziaria di Crédit Agricole S.A.

La seconda condizione consiste nella capacità del Gruppo di valutare il grado di allineamento dei suoi clienti corporate allo scenario che prevede di limitare il riscaldamento climatico a meno del 2°C e di riallocare i propri portafogli conformemente a quest’ultimo, aumentando la transizione energetica e diminuendo il finanziamento dei combustibili fossili. Il Gruppo ha già deciso di disimpegnarsi completamente dal finanziamento del carbone termico entro il 2030 in Europa e nei paesi dell’Ocse ed entro il 2040 a livello mondiale. 

Governance

La strategia per il clima è perseguita ai più alti livelli del Gruppo. Tutte le società ne sono coinvolte e agiranno di conseguenza. Sono stati costituiti tre comitati dedicati.

Il Comitato del Progetto sociale proporrà degli orientamenti strategici in questo ambito, incentrati sui due pilastri che ne sono il fondamento: la finanza inclusiva e la finanza verde. Si compone di sei Direttori generali del gruppo Crédit Agricole S.A. e di sei dirigenti delle Casse regionali (Presidenti e Direttori generali).

Il Comitato scientifico lavorerà sulla strategia per il clima e formulerà delle proposte. Accompagnerà il Gruppo nelle varie fasi di attuazione e proporrà una traduzione in termini operativi degli obiettivi dell’Accordo di Parigi.  Il comitato scientifico è composto da partner accademici e da esperti riconosciuti del settore  e lavorerà con gli esperti interni individuati all’interno delle varie società del Gruppo.
Vi saranno rappresentati, a titolo di esempio, l’ADEME (Agenzia francese per l’ambiente e la gestione dell’energia), il Museo nazionale di storia naturale o ancora l’Ecole polytechnique (la scuola politecnica).

Il Comitato di monitoraggio costituirà un luogo di scambio tra i responsabili delle linee di business del gruppo Crédit Agricole S.A. per permettere l’attuazione della strategia per il clima e l’adozione di una posizione di Gruppo coerente e conforme agli impegni assunti.
Questa governance dedicata mira costantemente a conciliare lo sviluppo economico dei territori e gli obiettivi climatici.

Integrazione della transizione energetica nei rapporti con la clientela

Quale incentivo a impegnarsi a favore della transizione energetica, i grandi clienti corporate, in un primo tempo, si vedranno assegnare un voto di Gruppo per la transizione, che permetterà di valutare il loro percorso verso la transizione energetica e di verificarne la conformità rispetto alle specifiche stabilite dal Gruppo per la sua attività di finanziamento della transizione energetica.

Il voto per la transizione sarà sia uno strumento di misura del livello di maturità delle imprese rispetto alle sfide poste dal riscaldamento climatico, sia uno strumento di dialogo che potrà servire per identificare i rischi e le opportunità di un allineamento sui 2°C per i risultati economici di un’azienda cliente. Quando il voto e il percorso di transizione dell’azienda saranno positivi, la relazione commerciale ne risulterà rafforzata. Se, invece, sono negativi, l’azienda sarà posta “sotto sorveglianza”. In assenza di un processo di transizione in atto, il rapporto con l’azienda potrà essere sospeso. Il voto sulla transizione, applicabile progressivamente a tutti settori nel 2020, sosterrà le ambizioni del Gruppo per il 2022, sia in termini di gestione dei rischi che di crescita reddituale.

La progressiva trasformazione “in chiave green” del bilancio, della gestione patrimoniale e delle politiche d’investimento del Gruppo

Si tratta di finanziare sempre più progetti finalizzati a favorire la transizione energetica. In questa prospettiva, le politiche settoriali verranno riviste alla luce della strategia per il clima, i criteri ESG saranno integrati nei finanziamenti e negli investimenti e l’offerta “green” ampliata (green bond, fondi verdi...).
Sin d’ora, per esempio:
Amundi ha fissato l’obiettivo del 100% dei fondi gestiti integrando i criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) per la fine del 2021.
In termini di offerta, Amundi ha lanciato un fondo green bond in collaborazione con la banca europea per gli investimenti per accelerare i progetti di transizione energetica in Europa. È un progetto del Gruppo che riunisce, al fianco di Amundi, anche CACEIS, Predica, CACIB e già una decina di casse regionali.
Crédit Agricole CIB, dal canto suo, ha recentemente emesso un “transition bond” sottoscritto dal gruppo AXA. Si tratta di un nuovo strumento di finanziamento sostenibile pensato per accompagnare la transizione ambientale dei settori industriali ad alta emissione di gas serra. La banca ha inoltre lanciato un’offerta “green service contracting”, che permette ai suoi clienti di finanziare gli investimenti legati a progetti di performance energetica sulla base del risparmio realizzato.

 

Vai al dossier sulla strategia per il clima del Gruppo per una transizione giusta

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