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Accesso alle strutture igienico-sanitarie: una grande sfida umana e culturale

4,5 miliardi di abitanti del nostro pianeta non hanno accesso a strutture igieniche sicure. Una realtà troppo spesso occultata che ha ripercussioni drammatiche su milioni di persone, in tutto il mondo. I danni causati dal Covid-19 hanno messo in evidenza il ruolo essenziale dell’igiene nella lotta contro la pandemia. Una problematica che, oggi più che mai, deve essere considerata di importanza vitale.

Acqua e strutture igieniche: la sfida cruciale del decennio

844 milioni di persone in tutto il mondo non hanno ancora un accesso elementare all’acqua. Ma questa cifra, pur essendo ancora elevata, è nettamente calata negli ultimi decenni: nel 1990, la proporzione era pari al 24% della popolazione mondiale, contro l’11% di oggi (1). Allo stesso tempo, 2,4 miliardi di persone sono prive di impianti sanitari di base, come WC o latrine. Il 60% degli abitanti del pianeta non dispone quindi di strutture igieniche che offrano sufficienti garanzie di sicurezza (ossia che includano il trattamento delle acque reflue) (2). Una persona su nove espleta le sue funzioni fisiologiche all’aperto.

“La problematica delle strutture igieniche è stata spesso trascurata, in quanto viene data generalmente la precedenza all’accesso all’acqua potabile, spiga Caroline Figuères, Consulente Strategica Acqua presso il governo olandese (Ambasciata del Benin) ed ex responsabile del dipartimento “Approvvigionamento idrico e strutture igieniche” dell’istituto IHE-Delft (centro UNESCO). Di fatto, il mancato accesso di gran parte della popolazione mondiale a un trattamento dei rifiuti fisiologici e a strutture igieniche di base ha conseguenze gravi, soprattutto a causa dei rischi legati all’evacuazione delle acque reflue non trattate nell’ambiente. “. I dati che dimostrano l’importanza di primo piano delle strutture igieniche per la salute non mancano. Ogni giorno, più dell’80% delle acque reflue prodotte da attività umane è riversato nei fiumi o nei mari senza alcun trattamento. Ogni giorno, 814 bambini di meno di cinque anni muoiono nel mondo a causa di igiene insufficiente. Tutti gli anni, l’acqua contaminata e l’assenza di igiene provocano due milioni di morti, mentre quasi 800.000 persone sono vittime della dissenteria (diarree gravi) e del colera (3).

A questa situazione si aggiunge un’altra grave difficoltà: il ruolo dell’acqua in caso di crisi sanitaria, come l’epidemia di coronavirus. I servizi idrici sono infatti un fattore chiave nella lotta al Covid-19. Lavarsi regolarmente le mani è il primo gesto di difesa? Tre miliardi di persone non hanno oggi accesso a domicilio a sistemi che gli consentano di lavarsi le mani con acqua e sapone (4). E come possiamo immaginare di chiudere in casa due miliardi di abitanti del pianeta che non dispongono di acqua potabile incontaminata a domicilio (5)?

Da qui al 2050, con il riscaldamento climatico, più della metà degli abitanti del pianeta dovrà affrontare periodi di forte scarsità d’acqua, almeno una volta all’anno, con notevoli pericoli per la qualità delle risorse idriche disponibili e per la biodiversità associata (6).

Ostacoli culturali, finanziari e umani

Per questi motivi, il tema fa naturalmente parte delle priorità fissate dalle Nazioni Unite. “Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie” (7) è il sesto dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) adottati nel 2015 da 193 paesi. Il conseguimento di tale obiettivo presuppone una risposta adeguata a tre tipi di sfide.

La prima è di carattere culturale. “Esiste un vero tabù intorno alle strutture igieniche, sottolinea Céline Robert, responsabile della Divisione Acqua e Igiene dell’Agenzia Francese per lo Sviluppo (AFD). Uno dei motivi del ritardo accumulato, è la volontà di chiudere gli occhi sul problema. Si tratta di un tema che rientra nella sfera intima, che si ritiene non debba essere visibile”. “Ci sono enormi reticenze culturali” conferma Caroline Figuères. “Ovunque nel mondo, le personalità politiche sono a disagio nel dover parlare di “pipì e cacca” o di mestruazioni. È un argomento che viene spesso visto come riservato alle donne. Culturalmente, è complicato... e si finisce per non parlarne! Eppure, in molti paesi, se vogliamo che le ragazze abbiano le stesse opportunità scolastiche dei ragazzi, è necessario parlarne!”.

La seconda sfida è finanziaria. Céline Robert spiega: “Sono necessari investimenti massicci per affrontare concretamente due problemi principali: da un lato, l’accesso ai servizi e, d’altra parte, la gestione e la salvaguardia delle risorse idriche”. Captazione, trasporto, trattamento, smaltimento, utilizzazione dei rifiuti… In ambiente urbano, sono necessari interventi strutturali di grande rilievo a monte, per mettere in sicurezza le filiere di gestione della risorsa e migliorare l’accesso delle famiglie ai servizi.

Infine, la gestione della risorsa rappresenta una sfida umana, con la necessità di formare specialisti nei paesi interessati. Questo è in particolare uno dei settori di intervento scelti dall’AFD.

La spinta verso una nuova dinamica

L’Agenzia Francese per lo Sviluppo fa parte delle istituzioni più attive in questo campo. Nel 2019, ha dedicato il 9% dei suoi fondi al settore “Gestione dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie”. La divisione eponima sta attuando 220 progetti, per un valore di 6,5 miliardi di euro, così distribuiti: 50% in Africa, 30% in Asia e Medio Oriente e 10% in America Latina. Ma quali sono le sue priorità? “Migliorare l’accesso delle popolazioni locali ai servizi idrici e igienici e salvaguardare la risorsa (produrre e distribuire acqua potabile, costruire stazioni di depurazione, ecc.); prevenire le inondazioni; supportare le autorità locali nella definizione di politiche dedicate e nella gestione efficiente dei propri servizi”, spiega Céline Robert.

Altro esempio di rilievo: il lavoro svolto dal 2001 dalla World Toilet Organization (8). Tramite una “Scuola delle toilette” (9), l’ONG offre corsi di formazione agli studenti per la progettazione e la manutenzione di toilette, per la gestione delle strutture igieniche nelle scuole e per l’adozione di sistemi di gestione sostenibili delle strutture igieniche.

Una traiettoria su cui si sono già inseriti alcuni player privati. È il caso, in particolare, della Fondazione Bill e Melinda Gates. Colui che è ormai considerato come il filantropo più generoso della storia ha fatto della gestione dell’acqua e del trattamento dei rifiuti fecali una delle sue principali battaglie. E ha definito anche un obiettivo preciso: reinventare le toilette. Nel 2011, la sua Fondazione ha lanciato il concorso “Reinvent the toilet challenge”, con l’obiettivo di rivoluzionare il ciclo tradizionale del trattamento dei rifiuti organici. Il concetto di base è semplice: far passare l’Africa direttamente alle toilette del futuro, con latrine secche a basso consumo idrico, che trattano sul posto i rifiuti organici. La Fondazione ha investito centinaia di milioni di dollari in ricerca e sviluppo, giungendo in particolare alla realizzazione di un prototipo avveniristico progettato da Helbling, uno studio di design di Zurigo. Deciso ad attrarre l’attenzione su questo tema, Bill Gates non ha esitato ad intervenire direttamente alla conferenza “Reinvented Toilet Expo”, svoltasi a Pechino nel 2018, accompagnato da… un vasetto di escrementi.

Al di là dei risultati ottenuti, l’impegno del miliardario statunitense ha creato un effetto di emulazione visibile in tutto il settore. “La pandemia COVID-19 ha riportato al centro dell’attenzione l’importanza dalla salute pubblica e dell’istruzione, mostrandoci come ciò che era ritenuto impossibile fino ieri, sia oggi diventato possibile. È necessario quindi mobilitarci” auspica Caroline Figuères, “affinché ciò si traduca in un cambiamento di approccio che consenta di raccogliere le sfide e in iniziative che garantiscano l’accesso di tutti a servizi di approvvigionamento idrico e a strutture igieniche gestiti in maniera sostenibile”.

Note:
1. https://www.un.org/sustainabledevelopment/fr/water-and-sanitation/
2. https://www.unicef.fr/article/21-milliards-de-personnes-n-ont-pas-acces-l-eau-potable-salubre
3. https://fr.unesco.org/water-security/wwap/wwdr/2019
4. https://www.afd.fr/fr/actualites/covid-19-des-ressources-essentielles-en-matiere-deau-et-dassainissement
5. https://www.unicef.fr/article/21-milliards-de-personnes-n-ont-pas-acces-l-eau-potable-salubre
6. https://www.afd.fr/fr/ressources/eau-et-assainissement-bilan-d-activite-2019
7. https://www.un.org/sustainabledevelopment/fr/water-and-sanitation/
8. https://worldtoilet.org
9. https://worldtoilet.org/what-we-do/world-toilet-college/

E per continuare ad informarsi sullo stesso tema...

CABP presenta una mostra dedicata ai rifiuti marini nelle stazioni balneari
https://www.credit-agricole.com/bpi/actualites-bpi/pologne/cabp-presente-une-exposition-de-dechets-marins-dans-les-stations-balneaires

L’impegno del Gruppo in favore di un’economia con una minore impronta CO2
https://www.credit-agricole.com/chaines-d-infos/toutes-les-chaines-d-info-du-groupe-credit-agricole/finance-verte/l-engagement-du-groupe-en-faveur-d-une-economie-moins-carbonee

Inquinamento da plastica, la sfida è mondiale
https://www.credit-agricole.com/chaines-d-infos/toutes-les-chaines-d-info-du-groupe-credit-agricole/dossier/2019/pollution-plastique-le-defi-est-mondial

La Fondazione Grameen Crédit Agricole e CA Alpes Provence co-finanziano Oshun
https://www.credit-agricole.com/chaines-d-infos/toutes-les-chaines-d-info-du-groupe-credit-agricole/info/La-Fondation-Grameen-Credit-Agricole-et-le-CA-Alpes-Provence-cofinancent-Oshun

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