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Finanza inclusiva, un impegno volontario

Finance inclusive

Nonostante la diminuzione complessiva della povertà a livello mondiale, permangono forti ineguaglianze. In alcune regioni, tali disuguaglianze sono ai massimi livelli degli ultimi 30 anni. Tale situazione è umanamente inaccettabile. E non è priva di conseguenze per lo stato di salute delle nostre economie. Per le persone, si traduce concretamente nella difficoltà di accedere al lavoro, alle cure, ai beni e ai servizi, ma anche a finanziamenti e alle offerte bancarie nonché agli strumenti di pagamento. È una realtà che impedisce alle economie di svilupparsi e alla crescita di essere più equa e meglio distribuita.
È per questa ragione che moltiplicano le iniziative finalizzate a promuovere l’economia inclusiva, come la coalizione d’imprese “Business for Inclusive Growth” (B4IG), lanciata in occasione del Vertice del G7 di  Biarritz alla fine del mese scorso e a cui il Crédit Agricole ha scelto di aderire.

Il ruolo della finanza è essenziale per un'economia più inclusiva

Nella costruzione di questa nuova economia più inclusiva, che naturalmente non dipende solo dalle imprese ma anche dalle politiche degli Stati, il ruolo della finanza è essenziale. Questo ruolo consiste nell’accompagnare le evoluzioni sociali prestando attenzione a promuovere una crescita equa, una crescita giusta. In sostanza, consiste nel rimettere l’uomo al centro dell’economia. Questo presuppone, naturalmente, azioni specifiche nei confronti dei paesi esclusi dal sistema bancario tradizionale, come quelli dell’Africa subsahariana. Ma la finanza inclusiva è rivolta anche all’Europa, dove molte persone ancora non dispongono di un conto in banca né di mezzi di pagamento. Il settore bancario, in particolare quello francese, si è già impegnato a favore di una maggiore inclusività, con misure come il blocco delle tariffe nel 2019, l’introduzione di un limite massimo delle commissioni per i clienti più deboli, l’adozione di sistemi di lotta contro il sovraindebitamento o di educazione finanziaria...

130 anni di accompagnamento della società e dei territori

Al Crédit Agricole, siamo talmente convinti dell’importanza di questo programma che esso è diventato parte integrante della storia del nostro Gruppo. Da 130 accompagniamo con dedizione i cambiamenti sociali e desideriamo promuovere una crescita meglio condivisa e meglio distribuita sul territorio. Affermiamo ogni giorno questa identità di banca risolutamente universale, inclusiva e sostenibile: attraverso l'azione della Fondazione Grameen Crédit Agricole, che lotta contro la povertà promuovendo l’imprenditorialità a impatto sociale, attraverso i “Points Passerelle” (sportelli solidali), che in Francia assistono le persone in situazione di difficoltà finanziaria, le nostre offerte bancarie di base come EKO o LCL Essentiel o, ancora, il nostro impegno ad accogliere ogni anno 750 giovani stagisti provenienti da zone svantaggiate.

Ricostruire il tessuto sociale

Se vogliamo ricompattare il tessuto sociale a partire da quello economico, è urgente assistere le persone indebolite a causa di eventi accidentali, ridare un orizzonte ai soggetti vulnerabili. In quanto 1° finanziatore dell’economia francese, 1° contribuente francese e tra i primi datori di lavoro in Francia, Crédit Agricole è consapevole delle proprie responsabilità. Per questo motivo la finanzia inclusiva è, per tutto il Gruppo e i suoi dipendenti, molto più di un dovere pressante: è la realtà quotidiana di un impegno assunto volontariamente.

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